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mercoledì 31 agosto 2016

Cultura superflua - Food Fighters! "Combat At Its Kookiest!"

Si, anche i giochi della mia infanzia hanno a che fare con i fast food.



Credo fossero nel menù bimbi di Burghi,
e mi ricordo quel mio gelato, più somigliante ad una emoticon della cacca ( l'unico in mio possesso), come uno dei giochi che meno mi piaceva... eppure sta collezione di action figure di dubbio "gusto" salta spesso fuori nei discorsi con gli amici di vecchia data.


Ora la parte CULTURA:

Food Fighters 
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. 

I Food Fighters erano una raccolta di action figure messa in commercio dalla Mattel tra il 1988 e il 1989. Si trattava di giocattoli di plastica morbida e cava, con l'aspetto di cibi antropomorfi vestiti come dei militari. (la parte in grassetto vince al gioco della vita e ti dà il resto ndDoc)

Si dividevano in due squadre, da cinque personaggi:

I Kitchen Commandos avevano uniformi verdi, gli stivali neri e portavano delle armi rosse.

Burgerdier General, un cheeseburger, il leader del gruppo
Major Munch, una ciambella (disponibile in versione cioccolato o alla ciliegia)
Lieutenant Legg, una coscia di pollo fritto
Sergeant Scoop, un cono gelato (disponibile in versione cioccolato o sorbetto)
Private Pizza, una fetta di pizza ai funghi e würstel
Il Combat Carton, un cartone per le uova con le ruote con in cima una bottiglia di ketchup usata come cannone
Il Fry Chopper, una padella che fungeva da elicottero, con spatole come eliche
Il Refrigerator playset, la base del gruppo a forma di frigorifero (progettato, ma mai realizzato)

I Refrigerator Rejects avevano  uniformi nere, gli stivali marroni e portavano delle armi blu. 

Mean Weener, un hot dog, il leader del gruppo
Chip the Ripper, un biscotto con scaglie di cioccolato (disponibile anche in versione cioccolatosa)
Short Stack, una pila di frittelle (disponibile in versione sciroppo d'acero o succo di mirtillo)
Taco Terror, un taco Fat Frenchy, un cartone con patatine fritte
Il BBQ Bomber, una catapulta cingolata, composta da una griglia e una spatola



insomma, nomi terribili, concept peggio... ma talmente trash da fare il giro e diventare leggenda.

EPICO!

P.S.
Curioso come il caso abbia voluto che quasi 30 anni dopo si sia aggiunto un combattente fighissimo!

martedì 1 settembre 2015

MA RACCUMANDI - Unti e Bisunti

Citato in questo blog più di una volta;
ITALIANISISMO in tutti i sensi;
già fenomeno senza che io possa aggiungere molto;
ma che di sicuro mi conta tra i primissimi fan ed estimatori,
posizionato com'ero sul divano fin dalla prima puntata;


Arriva in data 08/09/15 la terza serie di Unti e Bisunti,
l'unico porogramma di "cibo" in tutto il palinsesto televisivo italiano ormai stracolmo di "cucine", più po meno da incubo (no, non il programma di Ramsay, ma quelli che han cercato di cavalcare il fenomeno fallendo miseramente!)

Passo indietro.

C'era Adam Richman, che nella prima parte del suo programma "Man VS Food" faceva vedere dei bellissimi locali e piatti/panini/pizze/BBQ spettacolari, prima di perdersi nella seconda parte, a mio avviso superflua, delle sfide di cibo; divertente... le prime due volte.

C'era Andrew Zimmern, che cercava,  parlava ed assaggiava cibi considerati disgustosi in "Orrori da Gustare", ma che acquisivano senso essendo contestualizzati nelle zone del mondo che li consumavano abitualmente; quindi apprezzabile, ma era una ricerca per spettacolarizzare il tutto.

C'era Guerrino Maculan, che in italia porta avanti il più modesto e sincero programma di ricette che io conosca. C'è lui, la cucina con la stagnola per non sporcare e le ricette regionali. Lui conosce gli ingredienti, il suo lavoro (la storia della stagnola non dovrebbe far ridere ma pensare) e procede indifferente a tutto il resto da tempi immemori,  praticamente al pari di Suor Germana.

Allora perchè, uno dei paesi con una cultura culinaria più vasta (e qui voglio consensi facili) come il nostro si fermava o andava nella direzione sbagliata?
Perchè un programma su DMAX dovrebbe risolvere le cose?

Perchè han fatto una prima serie spettacolare, unendo praticamente i tre personaggi sopra citati.
Prima ci si incammina in città mangiando qualcosa di realmente tipico in strada, poi si fa una sfida/scusa per rivisitare una ricetta quel poco che possa fare uno bravo chef che ne rispetta le origini.

Rubini (+Chef Rubio ) gira facendo un personaggio che lo diverte, un super eroe con "Bat-cucina" al seguito, colonna sonora dedicata (EPICA)  piazzata sempre durante la trasformazione come i Robottoni giapponesi e "costume" da cuoco per entrare in azione.


La serie avrà i suoi bravi scrittori per la sua struttura intrattenitiva, ma la ricerca dietro molte delle puntate è genuina, si viaggia nella cultura alimentare più "povera" del bel paese, la sua vera ricchezza.

Tantissimi piatti veri, con cui probabilmente molti sono cresciuti ma che in altre regioni si conoscono poco; poi, senza per forza voler suscitare il disgusto, si vede tutto il quinto quarto mangiato con gusto (quasi sempre) dallo chef, che ne contestualizza sempre la provenienza e che ci ricorda: se proprio dobbiamo essere carnivori non si dovrebbe sprecare nulla.

MAGNATELO!

Che lo vogliate o meno, polmoni, intestini, cervella, fegatini non vanno sprecati ma... conditi;
non siamo in asia, siamo nelle nostre strade, e non si impara a cucinarli dai libri o in una scuola, ma da chi li fa da generazioni (spesso con un surreale velo ironicamente mistico, in riferimento alle RICERCHE del gusto dei grandi chef)


Si, la seconda serie è stata "meno digeribile" ma le aspettative sono alte per questo terzo appuntamento. Le visite al porto di Bari per la colazione, la trachea sbriciolata come condimento, polmoni come moquette... momenti unici.

Insomma... Gustatevelo!



giovedì 26 settembre 2013

Burgher della Casa - La Briciola

Oggi potrei parlarvi addirittura più a lungo del solito,
raccontandovi superflui aneddoti legati alla Briciola e Diano Marina e rischierei di diventare sentimentale;
Ma questo è un blog di fast food e oggi deve passare un solo serissimo messaggio, quindi cominciamo:

Andate a Diano Marina,
Non guardate il mare che comunque merita,
Andate poco dietro al centro città, Via Cavour 62,
e preparatevi al Meglio.

Stop, Stop.
Facciamo un passo indietro.
Partirò dal più grande difetto di questa panineria altrimenti galattica: se ci andrete nel momento sbagliato
(paticamente tutto l'orario di apertura tranne alcune piccole finestre di tempo) perderete 4 ore della vostra vita in coda.
E non una coda normale, una coda di gente accaldata, affamata e con il costume da bagno bagnato.

"Oggi, a forza di esperimenti e perfezionamenti continui" conosco l'andazzo e sono riuscito a fare una mera coda di 15 minuti.

Premesse fatte, passiamo alle messe.

          
Se non connoscete i trucchi passeranno ore prima che vediate il bancone.

E i fatti sono che ci troviamo in una di quelle paninerie di una volta, senza tavolini e senza una particolare attenzione allo stile del locale...o ad altri elementi superflui come l'ordine... non gli serve...
qui parlano i panini.

Ordino il Burger della casa, classicone per la recensione, ma l'intero menù non risparmia uova, peperoni ed altre prelibatezze in abbondanza.

Il "Menù": 

Il menù non esiste, hanno infilato tutto nel panino... anche le patatine fritte!
quindi gli affianchiamo un The al limone "della casa", ci trasferiamo in riva al mare e comincia l'analisi:

Un panino che debba essere presentato in un incarto spessisimo di una macellerià è già una garanzia
 

          
Vi assicuro che le dimensioni non rendono, nonostante gli abbia fatto un book fotografico 
e provato ad utilizzare un mio manone come scala...
 
Panfocaccia, Insalata fresca, Pomodori, doppio hamburger (ma dimensioni standard), prosciutto cotto, MOZZARELLA, patatine fritte e salse (K+M)
Tutto scottato sulla piastra e cotto sulle griglie accese da ore... perfetto!

Fate un gran respiro...
Il Primo Morso:

Non badate al mio alluce ed al ginocchio peloso...

Il pane è Vero pane, nessuna catena potra mai imitarlo ed è pure buono;
tutti gli ingredienti si fanno sentire o compaiono a sorpresa come solisti tra un morso e l'altro;
la mozzarella che non mi ricordavo esserci è fusa e piacevolmente masticosa, un piacere accompagnato da Patatine appena fritte, il tutto condito dalle classiche salse Ket e Mayo.
Il prosciutto sostiene la porcellosita degli hamburge che, onestamente, sono di dimensioni molto standard, quasi piccoli.... ma altrimenti non ci poteva stare tutto dentro

Dopo 10 minuti di morsi ed estasi... manca ancora metà panino...

Enorme, buono e sporcelloso... qual'è il suo segreto?
non lo so', ma abbuffandiso del burger della casa si ha anche una sensazione, quasi salutare, a differenza dei franchising a cui siamo abituati.
e il prezzo? direte voi?
2,90 €
Basta... ha vinto.
Livello di Sporcellamento: TOTALE - Vittoria dell'Italia ai Mondiali - Chef Rubio
Prezzo: 4,20€ ( 2,90 € del panino e 1,30€ del the, dargli un Ticket sarebbe da morti di fame)
Voto totale:
              Dieci Bastianich e uno Chef Rubio


La massima espressione del mangiar Sporcello.

Mappa dei Mangiatori seri.